Nucleare: le bugie sugli SMR e gli studi ignorati dal Governo
Solo quattro impianti nel mondo con extra costi e tempi di realizzazione quadruplicati. Nel World Nuclear Industry Status Report i numeri del loro fallimento e dell'esplosione delle rinnovabili
di Erasmo Venosi
Fisico, già vice presidente della Commissione AIA del Ministero dell’Ambiente, componente del gruppo scientifico Energia e Clima del Parlamento Europeo e consulente di ClientEarth per la Centrale Federico II di Brindisi
I dati presentati nel World Energy Outlook 2024 dell’Agenzia Internazionale per l’Energia offrono un quadro chiaro: in Europa il costo di generazione dell’elettricità è stato stimato in 170 dollari per 1000 chilovattora (MWh). Il solare fotovoltaico costa 50 dollari per MWh ovvero 3,4 volte meno del nucleare. Sia l’eolico onshore che quello offshore costano rispettivamente 60 dollari al MWh e 70 dollari al MWh, quindi da 2,8 a 2,4 volte in meno del nucleare.
La legge avanza in Parlamento ma dei rifiuti non parla nessuno
La maggioranza dei media discute, alcuni in modo entusiastico, dell’approvazione della legge sul ritorno del nucleare in Italia. Il DDL arriva al Senato e solamente dopo il Governo emanerà i decreti attuativi per la regolamentazione dell’intero settore. Non c’è un solo riferimento alla costruzione del Deposito Unico Nazionale per le scorie del nucleare.
Continuano a scrivere “nucleare sostenibile” e basterebbe osservare che uno dei prodotti radioattivi del reattore nucleare è il plutonio, che dimezza la propria radioattività dopo 24 mila anni e la riduce a un millesimo di quella originaria dopo 240 mila anni. Praticamente più del tempo intercorso dalla nascita dell’homo sapiens, 200 mila anni fa.
Gli obiettivi della legge sono:
La disciplina della reintroduzione del nucleare in Italia;
L’elaborazione di un Programma nucleare nazionale;
Il potenziamento della ricerca scientifica e industriale nucleare;
La formazione di nuove competenze;
Lo svolgimento di campagne di sensibilizzazione e informazione.
I tempi previsti dal Piano Nazionale Integrato Energia e Clima rivisto nel 2024 prevedono uno sviluppo del nucleare italiano dal 2035 al 2050. Il PNIEC include anche la fusione nucleare della quale parleremo in uno dei prossimi articoli. Al 2040 il nucleare sostituirà l’energia importata e le fonti fossili utilizzate per generare energia elettrica. Nel 2050 il nucleare (scenari ENI e SNAM) dovrebbe sostituire una parte delle fonti rinnovabili unitamente al termoelettrico da fossili più energia importata. Il target da raggiungere tra il 2035 e il 2050 sarebbe di 6,7 milioni di chilowatt elettrici che equivalgono alla produzione di calore prodotto da fissione nucleare per circa 20 milioni di chilowatt termici.
Il bagno di realtà del World Nuclear Industry Status Report
Al di là del dibattito italiano che sconta tifosi e contrari, vorrei fare riferimento al World Nuclear Industry Status Report 2025 approvato nel mese di settembre dello scorso anno.
Leggendo il rapporto e soprattutto i dati che riguardano il numero di reattori in funzione nel mondo e la capacità installata, tutto questo dibattito italiano ed europeo sembra frutto di smodato ottimismo.
In 589 pagine, lo studio fornisce una valutazione dettagliata dello stato e delle tendenze dell’industria nucleare internazionale, coprendo più di quaranta paesi. È noto per il suo approccio basato sui fatti che fornisce dettagli su operazione, costruzione e dismissione dei reattori nucleari mondiali.
Sebbene evidenzi regolarmente i fallimenti dell’industria nucleare è diventato uno studio fondamentale, ampiamente letto nel settore. La sua uscita è stata coperta dai principali media di energia ed economia, tra cui Reuters e Bloomberg.
La nuova capacità di energia nucleare aggiunta dal 2000 al 2020 è stata pari a 42 milioni
di chilowatt elettrici. Nello stesso periodo la nuova capacità eolica aggiunta è stata
di 605 milioni di chilowatt elettrici e quella solare di 578 milioni
La crescita delle rinnovabili ha superato di gran lunga quella dell’energia nucleare negli ultimi anni. Le costruzioni di nuovi reattori danno un’idea delle tendenze e della dinamica nel settore. Dei 28 in costruzione nel mondo, 17 sono in Cina e tutti gli altri 11 sono realizzati dall’industria nucleare russa in vari paesi.
La scarsa convenienza degli SMR: il Governo è smentito dai fatti
Sulla questione SMR è utile riportare la dichiarazione dell’esperto nucleare Ing. Mycle Schneider (coordinatore ed editore dell’annuale World Nuclear Industry Status Report, membro fondatore del consiglio di amministrazione e portavoce dell’International Energy Advisory Council (IEAC), con sede negli Stati Uniti, e membro fondatore dell’International Nuclear Risk Assessment Group (INRAG), con sede a Vienna). Nel luglio 2018 è stato nominato membro dell’International Nuclear Security Forum (INSF), ospitato dallo Stimson Center di Washington DC. Dal 2007 è membro dell’International Panel on Fissile Materials (IPFM), con sede presso l’Università di Princeton, negli Stati Uniti. Nel 2013 ha avviato il Seoul International Energy Advisory Council (SIEAC), che fornisce consulenza al governo metropolitano di Seoul, in Corea del Sud, e ne è stato il coordinatore fino al 2019. Tra febbraio 2010 e giugno 2011 è stato consulente principale per l’Asia Clean Energy Policy Exchange, implementato da IRG e finanziato da USAID, con l’obiettivo di sviluppare un quadro politico per promuovere l’efficienza energetica e le energie rinnovabili in sei paesi asiatici.
«A livello mondiale, sono operative quattro unità SMR: due in Cina e due in Russia. E la storia effettiva della costruzione di questi reattori è esattamente l’opposto di quanto promesso. L’idea dei piccoli reattori modulari era essenzialmente dire: “Possiamo costruirli velocemente. Sono facili da costruire. Sono economici. È una produzione modulare. Saranno praticamente costruiti in fabbrica e poi assemblati in loco come mattoncini Lego”. Questa era la promessa. Per il progetto russo, l’impianto era previsto per 3,7 anni di costruzione. La realtà è stata di 12,7 anni. In Cina, ci sono voluti 10 anni invece di cinque. E non si tratta solo di ritardi. Se guardi ai load factor pubblicati dall’industria russa sul Power Reactor Information System (PRIS) dell’AIEA, questi SMR hanno load factor ridicolmente bassi, e non capiamo le ragioni per cui non producono molto. Non sappiamo nulla del record operativo cinese».
Un’eredità tossica a tempo indeterminato
Restano inalterati i problemi connessi alla scelta nucleare: è la fonte energetica più costosa, irrisolto il problema delle scorie, esauribilità dell’uranio, rischio di proliferazione. Tratteremo singolarmente tutti questi aspetti. Recentemente, senza alcun preavviso o comunicazione con le autorità locali, il Corpo degli Ingegneri dell’Esercito degli Stati Uniti ha assegnato 40 milioni di dollari per trasferire i rifiuti radioattivi del Progetto Manhattan da un sito vicino alle Cascate del Niagara, nell’ovest dello Stato di New York, alla contea di Wayne, nel sud-est del Michigan. Il progetto Manhattan risale alla prima metà del secolo scorso.
Leggi anche la prima puntata dell’approfondito di Erasmo Venosi sull’energia nucleare:








