Mari bollenti e afa estrema: come il “Super El Niño” travolgerà l'estate italiana
Le anomalie termiche non sono più casi isolati e minacciano anche un autunno con molti eventi estremi. Il caso del Mar Ionio con temperature di 5°C sopra la media e la resistenza del mondo animale
Sarà una delle estati più roventi mai registrate in Italia, caratterizzata da ondate di calore intense, prolungate e anomale. Questo scenario climatico estremo non è un evento isolato ma si innesta su un forte pre-condizionamento termico iniziato già nei mesi scorsi. L’inverno si è classificato infatti come il quinto più caldo in dal 1800, registrando un’anomalia termica di ben +1,66 °C rispetto alla media climatologica 1991-2020, con un picco nel mese di febbraio che ha visto anomalie superiori ai +2 °C su scala nazionale. La transizione verso la stagione calda è stata altrettanto precoce: nell’ultima settimana di maggio, le temperature dell’aria in Italia hanno raggiunto picchi compresi tra i 5°C e gli 8°C al di sopra della media stagionale, anticipando di fatto la morsa del caldo estivo. Ma cosa significa tutto questo per le specie marine e per l’uomo?
Sarà tra i più potenti mai registrati
A esacerbare questa situazione è l’insorgenza del fenomeno di El Niño nel Pacifico equatoriale, confermata dalla National Oceanic and Atmospheric Administration (NOAA).
Le proiezioni indicano una probabilità del 63% che raggiunga un’intensità «molto forte» (o «Super El Niño»), collocandolo tra i più potenti registrati dal 1950.
Sebbene l’impatto sull’Europa e sull’Italia sia indiretto, la sua influenza sulla circolazione atmosferica globale è determinante: il massiccio rilascio di calore oceanico favorisce l’espansione verso Nord dell’anticiclone subtropicale africano sul bacino del Mediterraneo, richiamando masse d’aria torrida dal Sahara. Secondo gli esperti, El Niño agisce da straordinario amplificatore del riscaldamento globale antropico, traducendosi in una regola tanto semplice quanto allarmante: «ciò che è estremo, risulterà ancora più estremo». Le mappe stagionali di Copernicus (C3S) mostrano infatti diffuse anomalie positive del geopotenziale a 500 hPa per l’intero trimestre estivo.
Se giugno mostrerà ancora una parziale variabilità dovuta a deboli infiltrazioni atlantiche,
i mesi di luglio e agosto vedranno un progressivo e robusto blocco anticiclonico, con temperature in costante crescita e precipitazioni quasi assenti
I picchi registrati nel Mediterraneo
Il Mar Mediterraneo, un bacino semichiuso e altamente sensibile, sta registrando picchi termici preoccupanti.
Emblematico è il caso dell’Adriatico: i dati rilevati dalla boa Fortunae del CNR-IRBIM di Ancona hanno documentato un’impennata termica straordinaria alla fine di maggio, con l’acqua superficiale che è passata da 15,9 °C a 23,9 °C in appena undici giorni.
Si tratta di un valore tipico di inizio giugno registrato con circa dieci giorni di anticipo rispetto alla norma. Questa tendenza apre le porte al fenomeno delle ondate di calore marine (marine heatwaves), periodi prolungati in cui la temperatura marina rimane stabilmente sopra la norma. Poiché l’acqua immagazzina calore e lo rilascia con estrema lentezza, l’accumulo termico nei mari italiani agirà come un radiatore costante anche durante la notte, aumentando drasticamente i tassi di umidità e la percezione dell’afa oppressiva lungo tutte le aree costiere della penisola. Inoltre, lo shock termico non si limita alla superficie, ma tende a propagarsi in profondità lungo la colonna d’acqua fino a 35-40 metri, minacciando gli strati marini più profondi.
La Pinna Nobilis ora rischia l’estinzione
Questo surriscaldamento ha effetti devastanti sugli ecosistemi bentonici. Gli organismi sessili, incapaci di muoversi per cercare acque più fresche, sono i primi a soccombere. Le gorgonie rosse, gialle e bianche (Paramuricea clavata, Eunicella singularis ed Eunicella cavolini), specie simbolo del coralligeno mediterraneo, mostrano già estesi fenomeni di necrosi dei tessuti e mortalità, spesso soffocate da coperture mucillaginose che rivestono fino al 30-40% delle colonie a causa delle alte temperature.
Anche la Pinna Nobilis, il più grande bivalve del Mediterraneo, rischia l’estinzione a causa
di patogeni la cui proliferazione letale è favorita dal riscaldamento delle acque
Parallelamente alla morte delle specie autoctone, si assiste a una rapida tropicalizzazione del bacino. Oltre mille specie esotiche hanno già invaso il Mediterraneo, principalmente attraverso il Canale di Suez, e più del 75% ha stabilito popolazioni permanenti. Specie altamente competitive come le alghe aliene Caulerpa cylindracea e Caulerpa taxifolia, o i pesci coniglio (Siganus), stanno alterando profondamente le catene alimentari e desertificando i fondali.
I dati allarmanti dello Ionio e del Mar Piccolo di Taranto
Nel Golfo di Taranto il riscaldamento delle acque ha raggiunto livelli critici, con temperature superficiali fino a 30°C, ben 5°C sopra la media. Per mappare le anomalie termiche (SST) e le ondate di calore marine (MHW), ossia quando la temperatura supera il 90° percentile storico per oltre 5 giorni consecutivi, il punto di riferimento europeo è il Copernicus Marine Service (CMEMS), tramite i suoi Marine Economic Indicators e l’Ocean State Report. A livello locale, i ricercatori del CNR-IRSA di Taranto monitorano i parametri chimico-fisici di Mar Piccolo e Mar Grande.
I dati sulla temperatura a diverse profondità sono cruciali: a metà luglio, l’acqua presso il ponte Punta Penna ha toccato i 31,2 °C. Questo caldo profondo riduce l’ossigeno e causa l’asfissia dei mitili, distruggendo fino al 90% del seme delle cozze tarantine.
Il fenomeno è amplificato nel secondo seno del Mar Piccolo, un bacino quasi stagnante profondo appena 4-5 metri, dove l’assenza di idrodinamismo favorisce la debolezza e la marcescenza del bisso, portando alla perdita fino al 90% del seme delle cozze. Inoltre, specie native migrano a Nord in cerca di acque fredde, mentre lo Ionio subisce una tropicalizzazione con l’invasione di specie aliene aggressive. L’impatto sulla biodiversità altera l’intera rete trofica: pesci autoctoni ad indole fredda o temperata come il nasello faticano ad adattarsi e migrano verso Nord alla ricerca di acque più fresche. Al contrario arriva il pesce leone (Pterois miles), un predatore aggressivo dotato di spine velenose e con uno stomaco capace di espandersi fino a 30 volte rispetto alla dimensione originale. Sta decimando i piccoli pesci e i crostacei nativi, minacciando la pesca costiera e la stabilità dell’intero ecosistema.
Il futuro complicato e la resistenza del mondo animale (nonostante tutto)
Il calore stoccato in estate rappresenta una grave minaccia termodinamica per l’autunno: l’enorme energia termica stoccata nei mari costieri fornirà il combustibile ideale per la genesi di violenti sistemi temporaleschi e potenziali cicloni di tipo tropicale mediterraneo (Medicanes) non appena arriveranno le prime correnti fredde settentrionali. L’estate non sarà solo un periodo di caldo record, ma un severo campanello d’allarme per la stabilità idro-climatologica ed ecologica del Paese. Mentre il mondo stenta nel prendere in mano la situazione e mettere in campo strategie per calmierare il cambiamento climatico, le conseguenze rischiano di essere già irreversibili. In questo scenario allarmante, chiudiamo con due immagini che ci donano un po’ ottimismo mostrando la resilienza del mondo animale.
La prima l’ha documentata la Jonian Dolphin Conservation, realtà scientifica che da anni monitora i cetacei nel Mar Ionio: la nascita di un delfino. Sono gli stessi ricercatori a raccontare l’avvistamento.
«Navigavamo in Mar Grande quando, accanto a Satyria, abbiamo visto qualcosa che non ci aspettavamo: 𝘂𝗻 𝗰𝘂𝗰𝗰𝗶𝗼𝗹𝗼», raccontano. «Due giorni prima 𝗦𝗮𝘁𝘆𝗿𝗶𝗮 𝗲 𝗧𝗮𝗿𝗮𝘀 erano soli. Il piccolo è venuto al mondo in quell’intervallo di tempo. Le grinze fetali ancora visibili sul corpo, la pinna dorsale non ancora rigida, il nuoto incerto e sempre ravvicinato alla madre. Un neonato di pochi giorni, osservato nel mare in cui lavoriamo ogni giorno. Chi segue da anni questi due animali sa quanto questa notizia pesi. Satyria e Taras non sono coordinate su un foglio: sono individui che riconosciamo, che monitoriamo, di cui conosciamo le abitudini. Vederli con un cucciolo è stato qualcosa di difficile da descrivere con neutralità e non ha senso provarci. Ma c’è anche un significato che va oltre l’emozione. 𝗨𝗻𝗮 𝗻𝗮𝘀𝗰𝗶𝘁𝗮 𝗶𝗻 𝗾𝘂𝗲𝘀𝘁’𝗮𝗿𝗲𝗮 𝗶𝗻𝗱𝗶𝗰𝗮 𝗰𝗵𝗲 𝗦𝗮𝘁𝘆𝗿𝗶𝗮 𝗰𝗼𝗻𝘀𝗶𝗱𝗲𝗿𝗮 𝗶𝗹 𝗻𝗼𝘀𝘁𝗿𝗼 𝗺𝗮𝗿𝗲 𝘂𝗻 𝗮𝗺𝗯𝗶𝗲𝗻𝘁𝗲 𝗮𝗱𝗮𝘁𝘁𝗼 𝗮𝗹𝗹𝗮 𝘃𝗶𝘁𝗮 𝗲 𝗮𝗹𝗹𝗮 𝗿𝗶𝗽𝗿𝗼𝗱𝘂𝘇𝗶𝗼𝗻𝗲. È un segnale sullo stato dell’ecosistema e sulla qualità delle risorse che continua a offrire. 𝗘̀ 𝗮𝗻𝗰𝗵𝗲 𝗹’𝗶𝗻𝗶𝘇𝗶𝗼 𝗱𝗶 𝘂𝗻 𝗽𝗲𝗿𝗶𝗼𝗱𝗼 𝗱𝗲𝗹𝗶𝗰𝗮𝘁𝗼, 𝗶𝗻 𝗰𝘂𝗶 𝗶𝗹 𝗰𝘂𝗰𝗰𝗶𝗼𝗹𝗼 𝗲̀ 𝗰𝗼𝗺𝗽𝗹𝗲𝘁𝗮𝗺𝗲𝗻𝘁𝗲 𝗱𝗶𝗽𝗲𝗻𝗱𝗲𝗻𝘁𝗲 𝗱𝗮𝗹𝗹𝗮 𝗺𝗮𝗱𝗿𝗲 𝗲 𝗽𝗮𝗿𝘁𝗶𝗰𝗼𝗹𝗮𝗿𝗺𝗲𝗻𝘁𝗲 𝘃𝘂𝗹𝗻𝗲𝗿𝗮𝗯𝗶𝗹𝗲 𝗮 𝗾𝘂𝗮𝗹𝘀𝗶𝗮𝘀𝗶 𝗱𝗶𝘀𝘁𝘂𝗿𝗯𝗼 𝗲𝘀𝘁𝗲𝗿𝗻𝗼. Dal 2023 questa coppia frequenta il Mar Grande con regolarità. 𝗢𝗿𝗮 𝘀𝗼𝗻𝗼 𝗶𝗻 𝘁𝗿𝗲. 𝗖𝗼𝗻𝘁𝗶𝗻𝘂𝗲𝗿𝗲𝗺𝗼 𝗮 𝗺𝗼𝗻𝗶𝘁𝗼𝗿𝗮𝗿𝗹𝗶», concludono dalla Jonian Dolphin Conservation.
L’altra bella immagine arriva dalla newsletter “Il colore verde” di Nicolas Lozito: per la prima volta si è riusciti a documentare l’assistenza che tra i capodogli viene garantita alla madre e al cucciolo durante e dopo il parto. Qui l’articolo:
Un aiuto quello tra i cetacei che vede in prima fila i parenti e che risulta decisivo per la sopravvivenza del piccolo, incapace di nuotare da solo fino alla superficie per respirare. Un legame che ci ricorda quanto non ci siano poi così tante differenze tra l’essere umano e tutti gli altri animali.
Fonti:
ARPA Piemonte - Previsioni stagionali ed evoluzione del geopotenziale (URL: https://www.arpa.piemonte.it/scheda-informativa/previsioni-stagionali-estate-2026-giugno-agosto-2026)
Consorzio LaMMA - Report meteo-climatico sui dati storici e le anomalie invernali (URL: https://www.lamma.toscana.it/en/node/14720)
Meteo.it - Il Mediterraneo si scalda: rischio e impatto delle marine heatwaves (URL: https://www.meteo.it/notizie/meteo-il-mediterraneo-si-scalda-cresce-il-rischio-di-heatwave-marine-d7e50e35)
Centro Pagina Ancona - Rilevamento termico del mare costiero e dati della boa Fortunae del CNR-IRBIM (URL: https://www.centropagina.it/ancona/mare-si-scalda-temeratura-penna-cnr-irbim-tognetti-amap/)
ARPAT Toscana / WWF - Report “Il respiro degli oceani”: tropicalizzazione, specie aliene e scomparsa delle gorgonie (URL: https://www.arpat.toscana.it/il-respiro-degli-oceani-nuovo-report-wwf-sul-mediterraneo/)
INGV - Guida MACMAP sui bacini semichiusi e la sensibilità termica (URL:(https://ingvambiente.com/wp-content/uploads/2025/09/MACMAP-GUIDA.pdf))
Greenpeace Italia - Progetto “Mare Caldo”, shock termici costieri e reti di monitoraggio (URL:(https://www.greenpeace.org/italy/comunicato-stampa/16068/greenpeace-i-mari-italiani-soffrono-gli-impatti-dei-cambiamenti-climatici-pubblicato-il-rapporto-annuale-della-rete-mare-caldo-a-cui-aderiscono-ben-10-aree-marine-protette-%EF%BF%BC/))
NOAA Climate Prediction Center - ENSO Diagnostic Discussion e aggiornamento indici equatoriali(URL: https://www.cpc.ncep.noaa.gov/products/analysis_monitoring/enso_advisory/ensodisc.shtml)
Greenpeace Italia - Rapporto annuale e impatti ecologici sui fondali marini (URL: https://www.greenpeace.org/italy/comunicato-stampa/24056/mare-caldo-nuovo-rapporto-di-greenpeace-per-tutelare-i-mari-italiani-dalla-crisi-climatica-servono-piu-aree-marine-protette/)
Agenda17 - Scomparsa delle gorgonie, mortalità delle nacchere e biodiversità a Portofino (URL: https://www.agenda17.it/2021/06/14/il-mediterraneo-si-scalda-la-biodiversita-e-in-pericolo/)
MPR News / NOAA CPC - Anomalie globali e sviluppo di eventi ENSO ad alta intensità (URL: https://www.mprnews.org/story/2026/06/12/el-nio-returns-noaa-issues-advisory-as-ocean-warming-signals-a-potentially-powerful-event)
Worldrise - Cambiamento climatico, specie aliene invasive e futuro delle gorgonie (URL: https://worldrise.org/it/cambiamento-climatico-e-futuro-delle-gorgonie-del-mediterraneo/)










