C’è una differenza sostanziale tra sapere dove stiamo andando e fare qualcosa per cambiare direzione. Sul cambiamento climatico, il mondo sembra essersi fermato alla prima parte. Non c’é niente da fare: non sono più sufficienti i dati per fare cambiare l’inerzia delle politiche. Da anni conosciamo gli effetti delle emissioni di gas serra, abbiamo individuato gli strumenti per ridurle e sottoscritto accordi internazionali. Eppure, la distanza tra gli obiettivi dichiarati e le politiche effettivamente adottate resta enorme. A misurarla è il nuovo Emissions Gap Report 2026, presentato il 21 ottobre dal Programma delle Nazioni Unite per l’ambiente (UNEP). Il titolo scelto quest’anno, The Point of Return, contiene già il messaggio principale: il pianeta supererà la soglia di 1,5 gradi di riscaldamento rispetto all’epoca preindustriale. La questione, ormai, non è più soltanto evitare quel superamento, ma limitarne l’entità e la durata, cercando di riportare la temperatura globale entro la soglia alla fine del secolo.
Il mondo corre verso i 2,8 gradi. L’ONU: per tornare indietro emissioni giù del 69%
Il nuovo Emissions Gap Report fotografa la distanza tra gli impegni dei governi e gli obiettivi climatici. Servirebbe un’accelerazione senza precedenti
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