Il bluff del PNRR: così lo Stato ha condannato il Sud al ritardo
Il 43% delle risorse sulla carta non serve a nulla se gli enti non hanno ingegneri. I progetti trasferiti sul Fondo di Coesione sono la prova di una resa. Cosa dicono i dati della Corte dei Conti
Limitata capacità amministrativa e tecnica, uffici tecnici sottodimensionati, elevato turnover del personale e forte dipendenza da supporti esterni per la gestione dei progetti. Sono questi i principali motivi, secondo la Corte dei Conti, per il quale le regioni del Mezzogiorno sono più in ritardo nell’attuazione del Pnrr. I timori di tanti economisti espressi già alle origini del Piano, nel lontano 2021, sono diventati realtà.
Poco o nulla è stato fatto per superare i limiti strutturali ai quali lo Stato ha relegato le amministrazioni meridionali. Il risultato è che il più grande piano di investimenti dal dopoguerra, nato per ridurre le disparità economiche territoriali dopo il Covid, oggi è la migliore fotografia di quelle distanze che voleva annullare. Nell’ultima relazione diffusa in settimana dai giudici contabili, si l…



